Benvenuti nella pagina web di OPERA Laboratorio di emulsioni di Bari

 

 

 

Home

Laboratorio

Esperimenti

Persone

 

 

 

*      Emulsioni nucleari

*      Microscopio

*      Analisi emulsioni

*      Microscopio Virtuale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emulsioni nucleari

L’ emulsione nucleare è un particolare tipo di emulsione fotografica impiegata per lo studio delle particelle elementari.

Essa è costituita principalmente da cristalli di bromuro d’argento (AgBr) sospesi in gelatina organica.

Il passaggio di una particella carica attraverso l’emulsione provoca la ionizzazione dei cristalli di bromuro d’argento che, in seguito ad  opportuni trattamenti chimici, danno luogo alla formazione di grani anneriti, come è possibile osservare in figura, del diametro tipico di 0.6 mm lungo la traiettoria.

Le emulsioni vengono utilizzate sotto forma di sottili (da 50 a 300 mm) depositi di gel su di un opportuno supporto di plastica che possono essere osservati attraverso un microscopio.

Questo tipo di rivelatore, sviluppato nella prima metà del ’900, è ancora oggi largamente utilizzato grazie all’ eccellente risoluzione spaziale (< 1 mm ) e alla messa a punto di sistemi di scansione  completamente automatizzati che permettono la scansione e l’analisi di grandi superfici di emulsione in tempi molto brevi.

 

Il microscopio

L’European Scanning System (ESS) è un sistema di misura delle emulsioni nucleari sviluppato negli ultimi quattro anni nell’ambito di un progetto di Ricerca & Sviluppo a cui hanno preso parte tutti i laboratori europei di emulsioni che prendono parte all’esperimento OPERA.

Diversamente dai sistemi di misura sviluppati in passato, l’ESS si basa esclusivamente sull’impiego di tecnologia commerciale sviluppata in stretta collaborazione con le industrie del settore (Matrox, Mikrotron, National Instr., Micos e  Nikon Instr.). In tal modo è stato possibile seguire i repentini progressi tecnologici che hanno permesso, per esempio di aumentare la velocità di misura da 1.0cm2/h del primo prototipo agli attuali circa 20.0cm2/h.

 

Il microscopio è costituito da un piano orizzontale (stage) motorizzato equipaggiato con motori nano-stepper letti da encoder lineari che permettono una estrema precisione di posizionamento (~0.1mm).

Il sistema ottico, invece, è costituito da un illuminatore e un insieme di lenti posti al di sotto dello stage, da un revolver equipaggiato con differenti obiettivi con diverso potere di ingrandimento ed una telecamera a CMOS entrambi sorretti da una slitta collegata ad un braccio di granito che permette movimenti di elevata precisione anche nel piano verticale.

Il sensore a CMOS (mega-pixel di risoluzione) ed un obiettivo con p. i. 50x permettono di ottenere un campo di vista di 395x315 mm corrispondente a circa 0.3x0.3 mm  di emulsione per pixel.

Infine, l’impiego di una telecamera con elevatissimo frame-rate (500 frames/s) e di un processore per l’acquisizione e l’analisi di immagini  estremamente potente permettono di ottenere la velocità di acquisizione richiesta. Tutto il sistema di misura (scheda motori, scheda video) è montato su di un pc (xeon a doppio processore) di ultima generazione.

 

Analisi delle emulsioni

Il controllo automatico del microscopio consente di acquisire, per ogni singola zona di emulsione, una serie di immagini tomografiche a differenti livelli di profondità, variando la distanza focale dell’obiettivo lungo l’intero spessore di una lastrina.

L’elaborazione di tali immagini permette di individuare sequenze allineate di grani ottenendo una ricostruzione spaziale tridimensionale delle tracce lasciate in emulsione da particelle cariche.

Mediante l’analisi off-line  delle tracce misurate in fogli consecutivi, si possono individuare interazioni di particelle con il bersaglio di emulsioni nucleari. L’analisi è realizzata mediante fasi successive:

1. intercalibrazione dei fogli di emulsione attraverso la ricerca di pattern di tracce comuni alle differenti lastrine e dei parametri di roto-traslazione;

2. selezione delle sole tracce che si fermano all’interno del volume di osservazione;

3. ricerca di vertici di interazione e/o decadimento.

 

Una peculiarità che rende l’impiego delle emulsioni nucleari in fisica particolarmente affascinante è la possibilità osservare direttamente la traiettoria delle particelle cariche che le attraversano e di conseguenza anche i processi che esse subiscono sia interazioni che decadimenti. Infatti nella figura seguente è mostrata una tipica interazione come può essere osservata in emulsione.

 

 

 

 

                              OPERA PhD thesis

 

De Serio Marilisa:

 

Ieva Michela:

http://www.ba.infn.it/~opera/Laboratorio_file/Ieva_PHD_thesis.pdf

 

Pastore Alessandra:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 Settembre, 2006, 1:16 am

Laboratorio di emulsioni
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Sezione di Bari