Quando i computer diventarono intelligenti

Essendo nato all'incirca quando e' nato il computer commerciale(1947), ho avuto la possibilita' di usare il mio primo computer nel 1967,e posso testimoniare in prima persona, il fascino di queste macchine derivato non dal fatto che potessero calcolare ma dal fatto, gia' allora evidente, che fossero delle macchine generiche che potevano emulare qualsiasi macchina passata,presente e futura e quindi anche le persone . Il fatto poi che un computer riesca davvero ad agire in maniera intelligente risolvendo un certo problema dipende da 3 fattori:
  1. Avere i dispositivi di ingresso/uscita adatti.
  2. Avere abbastanza potenza in termini di velocita' di CPU, quantita' di memoria,etc
  3. Avere un programma(algoritmo) adeguato.
Quando si va nel concreto si vede che un calcolatore, rispetto a una persona, riesce,almeno per ora, a fare bene dei compiti abbastanza limitati. Ad esempio, non esiste ancora un calcolatore, che riesca a capire il significato di quello che dico (non le singole parole ma il discorso). In effetti non solo non conosciamo ancora un algoritmo adatto per risolvere questo problema, ma e' probabile che questo compito comporti la necessita' di una tale potenza del computer da essere irresolubile al momento attuale. Ma e' indubbio che il computer sta migliorando e che un giorno diventera' intelligente come noi. Tra l'altro non e' un caso che l'intelligenza artificiale e' nata proprio col computer . E' interessante cominciare a pensare a quando questo avverra':ecco percio' alcune domande alle quali cerchero' di rispondere sulla base della mia esperienza coi computer.

Quando i computer diventeranno intelligenti?

Non prima del 2020-2030. Perche' solo allora un computer avra' un numero di componenti pari al numero di neuroni del nostro cervello(100 miliardi) o meglio delle connessioni tra gli stessi(100.000 miliardi).

E' possibile che succeda molto dopo questa data o mai?

Non conosciamo come funziona la nostra intelligenza.Potrebbe anche essere basata su fenomeni "strani" come quelli quantistici ed essere difficile (impossibile!?)da emulare da parte di un computer.Oppure l'aumento di potenza dei computers (legge di Moore) potrebbe rallentare fino a fermarsi per problemi tecnici insuperabili.

Come succedera'?

Il miglioramento probabilmente sara' graduale. Gia' adesso in una chat puo' capitare di chattare con un programma senza saperlo: finche' il computer sara' al nostro stesso livello.

I computer prenderanno il sopravvento sull'uomo?

Non credo o almeno non credo che succedera' come viene in maniera ingenua mostrato in alcuni film: i computer come automi schiavi che si ribellano ai padroni. Invece mi sembra piu' probabile che man mano che i computer diventano piu' intelligenti, saremo sempre a piu' stretto contatto con essi (impianti cerebrali) finche' a prendere il sopravvento sara' l'uomo con capacita' potenziate dal computer. Gia' adesso non possiamo fare a meno del computer anche se questo e' un oggetto esterno a noi. Allora sara' invece una parte integrante di noi per cui il problema dell'antagonismo non si porra' nemmeno.

Diventeremo anche noi piu' intelligenti?

Senzaltro.Non c'e' dubbio che i computer sono delle macchine che ci rendono piu' intelligenti E' probabile che si inneschera' una specie di competizione in cui l'uomo integrato dal computer superera' sempre la macchina da sola.

E' possibile gia' adesso assistere a questo processo nel caso dei "disabili". Ad esempio chi ha problemi di udito usa dei computer che lo aiutano a sentire (apparecchi acustici). Man mano che questi computer diventano piu' sofisticati si arrivera' al punto in cui un apparecchio acustico permettera' di sentire meglio dell'orecchio sano. A questo punto si passera' ad un'uso esteso dell'apparecchio acustico non piu' per aiutare il disabile ma per aumentare le possibilita' della persona sana .

La macchina acquistera' la coscienza?

Uno dei misteri irrisolti degli esseri umani e' la coscienza e la sua acquisizione nell'evoluzione. In questa corsa all'intelligenza con le macchine, questo e altri misteri dell'essere umano verranno chiariti. Potremmo ad esempio scoprire che la coscienza sia acquisita con un cambiamento di fase quando la macchina arriva a un certo punto dello sviluppo.

Ma Godel e poi Turing non hanno dimostrato che alcuni problemi sono irresolubili: non potrebbe essere lo stesso per l'intelligenza umana?

Godel per i teoremi matematici e Turing per gli algoritmi delle macchine di Turing hanno dimostrato che alcuni teoremi non sono dimostrabili e alcuni algoritmi non possono essere costruiti non a causa della nostra ignoranza ma perche' e' impossibile risolverli coi mezzi che usiamo. Cioe' hanno mostrato una limitazione intrinseca del linguaggio matematico. Questa limitazione vale anche per i calcolatori perche' si basano sulla matematica e possono essere rappresentati da calcolatori astratti come le macchine di Turing. Il problema si pone quindi nei termini se non sia l'intelligenza uno di questi problemi irriducibili. La risposta e' no perche' conosciamo almeno una macchina che l'ha risolto: il nostro cervello. A questo punto uno potrebbe obiettare che il nostro cervello non e' una macchina ma abbia un "ingrediente segreto" che la rende diversa dalle altre macchine e quindi dai computer. La risposta qui e' semplice: niente al momento attuale ci induce a pensare che sia cosi'. L'ipotesi che il cervello e' una macchina come tutte le altre e' non solo l'ipotesi piu' semplice ma finora ha spiegato tutto cio' che conosciamo. Il principio del "rasoio di Occam" (tra due ipotesi che spiegano un fenomeno bisogna scegliere la piu semplice) ci induce a rifiutare l'ipotesi dell'ingrediente speciale della macchina umana. D'altra parte non ci sara' da aspettare molto per sapere se avevamo ragione o no: con l'avvento dei computer queste domande che prima erano solo filosofiche e provocavano discussioni interminabili senza mai raggiungere una conclusione, sono diventate questioni risolubili con l'esperimento. Il giorno che il nostro computer si mettera' a discutere di filosofia con noi avremo capito come nasce l'intelligenza.


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